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«L'isola
che non c'è» è gestita da due giovani sposi
Un
rifugio a Montecchio
per i bimbi che soffrono
Immaginate una casa solare, piena di luce e allegria.
Metteteci dentro una coppia di giovani sposi che hanno
fatto dell'accoglienza la propria ragione di vita,
allargando gli orizzonti al mondo dei bambini in
difficoltà, vittime di abusi, portatori di lesioni
cerebrali e altre disabilità, offrendo loro una casa
normale, piena di vita, con una quotidianità dove
trovano spazio giochi, dispetti e cartoni animati. E lì
«L'isola che non c'è», oasi felice nel cuore di
Montecchio, un rifugio per i bambini che soffrono il
disagio psichico, la violenza parentale, l'abbandono
psicologico e fisico.
Un'associazione nata da poco, che vive all'interno di
una famiglia assolutamente normale, in una casa del
tutto ordinaria, ma che riesce in modo sorprendente a
vivere una esperienza di straordinario valore nella
quotidianità, dove ci sono bambini bisognosi d'affetto
e protezione.
E' l'amore reciproco che rigenera la relazione con dei
piccoli sottoposti in passato alla violenza, vittime di
grandi sofferenze. Sono disabili gravi Martino e
Federica, ma forti di una speranza che Elena Alberici e
suo marito riescono a regalare con il coraggio di una
testimonianza che è gratuità completa in un dono
integrale di se stessi, per rimarginare le ferite di
un'infanzia segnata dalla disabilità e dall'abbandono.
Non c'è nulla di lasciato al caso, non c'è posto per
l'improvvisazione; nell'isola che non c'è esiste un
percorso di riabilitazione fisica e affettiva destinata
a regalare vita ai piccoli accolti, inserendoli in un
contesto armonioso e stimolante, attraverso mille ausili
didattici, giochi ricreativi, libri tattili e formativi
per ogni tipo di disabilità.
E' un mondo a parte quello di Elena, una casa per i
bambini a misura dei bambini, una casa-asilo, dove i tre
figli naturali della coppia vivono in sintonia con gli
altri fratellini, accogliendoli nel pieno rispetto della
loro diversità.
E' un casa famiglia, quella di Montecchio, con una
particolarità: ha tutti i requisiti di una casa e tutta
la bellezza e il valore dell'essere famiglia in senso
pieno.
«L'isola che non c'è» è una occasione di crescita
per tutti, grandi e piccoli: far posto all'altro
significa anche apprezzare la ricchezza e la bellezza di
vite segnate dalla disabilità e dall'abbandono.
Fa bene al cuore vedere i coniugi Alberici all'opera
ogni giorno, per ridare vita e affetto a questi bambini
bisognosi: nell'isola che non c'è di Montecchio si
tocca con mano come sia possibile vivere, pur tra mille
limiti e difficoltà, i valori dell'accoglienza, della
condivisione e del rispetto, superando la cultura del
denaro e dell'efficienza «a tutti i costi».
«L'isola che non c'è» ha anche un proprio sito
Internet: chiunque fosse interessato a visitarlo, può
digitare l'indirizzo: http://www.ass-lisolachenonce.net.
L'e-mail dell'associazione è:
associazione-isolalibero.it.
* ATTENZIONE
i nomi dei
bambini citati, per motivi di privacy non sono reali
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