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sabato 19 gennaio 2002


 


«L'isola che non c'è» è gestita da due giovani sposi
Un rifugio a Montecchio
per i bimbi che soffrono


Immaginate una casa solare, piena di luce e allegria. Metteteci dentro una coppia di giovani sposi che hanno fatto dell'accoglienza la propria ragione di vita, allargando gli orizzonti al mondo dei bambini in difficoltà, vittime di abusi, portatori di lesioni cerebrali e altre disabilità, offrendo loro una casa normale, piena di vita, con una quotidianità dove trovano spazio giochi, dispetti e cartoni animati. E lì «L'isola che non c'è», oasi felice nel cuore di Montecchio, un rifugio per i bambini che soffrono il disagio psichico, la violenza parentale, l'abbandono psicologico e fisico.
Un'associazione nata da poco, che vive all'interno di una famiglia assolutamente normale, in una casa del tutto ordinaria, ma che riesce in modo sorprendente a vivere una esperienza di straordinario valore nella quotidianità, dove ci sono bambini bisognosi d'affetto e protezione.
E' l'amore reciproco che rigenera la relazione con dei piccoli sottoposti in passato alla violenza, vittime di grandi sofferenze. Sono disabili gravi Martino e Federica, ma forti di una speranza che Elena Alberici e suo marito riescono a regalare con il coraggio di una testimonianza che è gratuità completa in un dono integrale di se stessi, per rimarginare le ferite di un'infanzia segnata dalla disabilità e dall'abbandono.
Non c'è nulla di lasciato al caso, non c'è posto per l'improvvisazione; nell'isola che non c'è esiste un percorso di riabilitazione fisica e affettiva destinata a regalare vita ai piccoli accolti, inserendoli in un contesto armonioso e stimolante, attraverso mille ausili didattici, giochi ricreativi, libri tattili e formativi per ogni tipo di disabilità.
E' un mondo a parte quello di Elena, una casa per i bambini a misura dei bambini, una casa-asilo, dove i tre figli naturali della coppia vivono in sintonia con gli altri fratellini, accogliendoli nel pieno rispetto della loro diversità.
E' un casa famiglia, quella di Montecchio, con una particolarità: ha tutti i requisiti di una casa e tutta la bellezza e il valore dell'essere famiglia in senso pieno.
«L'isola che non c'è» è una occasione di crescita per tutti, grandi e piccoli: far posto all'altro significa anche apprezzare la ricchezza e la bellezza di vite segnate dalla disabilità e dall'abbandono.
Fa bene al cuore vedere i coniugi Alberici all'opera ogni giorno, per ridare vita e affetto a questi bambini bisognosi: nell'isola che non c'è di Montecchio si tocca con mano come sia possibile vivere, pur tra mille limiti e difficoltà, i valori dell'accoglienza, della condivisione e del rispetto, superando la cultura del denaro e dell'efficienza «a tutti i costi».
«L'isola che non c'è» ha anche un proprio sito Internet: chiunque fosse interessato a visitarlo, può digitare l'indirizzo: http://www.ass-lisolachenonce.net.
L'e-mail dell'associazione è: associazione-isolalibero.it.
* ATTENZIONE
i nomi dei bambini citati, per motivi di privacy non sono reali